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Giorgia Petrini

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Birth date 24/06/1988
Job Business School Il Sole 24Ore - 2° Master Design Management
Style Minimal, Fusion

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    ORTICOLTORI NELLE METROPOLI MODERNE

    April, 18 2014 • 14:00

    Che si tratti di terreni ai margini delle città, di giardini pensili o di edifici che ospitano al loro interno dei veri e propri brani di natura, il "ritorno alla terra" costituisce ormai un fenomeno sociale. Complici una sempre maggiore attenzione al tema della sostenibilità, uno stile di vita sempre più frenetico e la necessità di risparmiare sulla spesa ortofrutticola, è in costante crescita il numero di persone che avvertono l'esigenza di un più frequente contatto con la natura. A Tokyo l'East Japan Railway Company ha lanciato un'interessante iniziativa: rivalorizzare le aree verdi delle stazioni ferroviarie della città creando orti da affittare ai cittadini. Ad oggi sono state realizzate cinque "Soradofarms", dove non solo i pendolari tra un treno e l'altro, ma intere famiglie con bambini hanno modo di socializzare e contribuire al benessere proprio e della collettività. A Londra, invece, è il sottosuolo della metropolitana, vicino alla stazione di Clapham North, a ricevere nuova vita grazie al progetto "Growing Underground" degli imprenditori Richard Ballard e Steven Dring. Una rete di 10.000 mq di tunnel antiaereo utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale adibiti, finora solo in parte, alla coltivazione idroponica, che sfrutta luci a LED ed energia derivante da sole fonti rinnovabili. Il risultato è un'opera di riqualificazione intelligente di spazi "difficili", un polmone verde 30 metri sotto il livello della città.   Dai sotterranei di Londra ai tetti di New York, dove le "rooftop farms" sono in continua espansione, in linea con la trasformazione sostenibile della grande metropoli dettata dal PLANYC 2030 di Bloomberg. Qui l'azienda Brooklyn Grange si è occupata della realizzazione di due immense coperture verdi, la più grande delle quali, la Brooklyn Navy Yard Farm, si estende per una superficie di 4.500 mq. Oltre a rifornire la comunità newyorkese di migliaia di kg di frutta e verdura a chilometro zero, lo spazio ospita quotidianamente laboratori didattici, corsi di formazione ed eventi serali. Senza considerare l'apporto benefico dato dal contributo all'abbassamento dei livelli di CO2 in atmosfera e al controllo del microclima urbano.   Anche l'Italia tiene il passo. Pregevole esempio quello di Bologna, che già nei primi anni '80 aveva iniziato ad occuparsi di orti urbani, all'epoca pensati per il tempo libero degli anziani. Oggi sono 2.700 gli orti che il comune mette a diposizione gratuitamente. Così come a Torino, Roma e Milano non mancano iniziative stimolanti, come l'associazione delle Libere Rape Metropolitane. In un mondo in cui sembrano non esistere più confini, anche la netta distinzione tra urbano e rurale si fa più labile. Ed il percorso lento della natura restituisce benessere e valori di condivisione. Il successo, secondo l'architetto Luca D'Eusebio, è dato da una semplice formula: "si piantano zucchine, ma si raccolgono relazioni sociali e un nuovo modo di pensare il mondo".

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