WEB COLOUR TOOLS

July, 8 2013 10:00

Posted inMaster Design Management Sole24Ore

It was 1922 when, in a room at the Bauhaus (Weimar) Paul Klee taught his students the nature of colour:

“How great is the difference between the colour red and a colour that does not contain it at all! I am not asking what is red: but rather what it does not contain. Colours do not correspond to a voice… but a sort of arrangement for three voices.”

 

 

Paul Klee "Flora on Sand" (1927)

 

The interest and considerations of the Swiss artist, at the start of the last century, are extremely relevant today, especially with regards to the empirical nature of colour. Equally significant is the thought of Klee on the emotional nature of colour; probably influenced by his musical training (he was the son of musicians and a violinist himself) he defined a single colour as a chord, while a combination of colours a harmony. On the theme of harmony and chromatic chords one cannot not mention the contemporary and compatriot Johannes Itten, considered to be the first real colour theorist.

 

 

Johannes Itten

 

 

Itten stated that “harmony occurs when pairing up complementary colours and all those chords in the Colour Wheel that are connected by an equilateral or isosceles triangle, a square or a rectangle”. Depending on the geometric shape used, you can obtain infinite combinations of chords.

 

 

 

 

The need for designers and graphic designers to manage these chords when searching for the most appropriate emotional and perceptual combination for their project has always been important. Chromatic chords are not a constraint; they allow the infinite combination of colours to produce a variety of expressive qualities.

 

The innovation, in this case, arrives from the Internet. A series of web tools that apply Klee’s and Itten’s principles of chromatic chords are at the base of some social networks and specific software used by designers. The examples are many; I’ll just report on what I’ve found most interesting in terms of functionality, use and innovation.

 

 

 

 

The most famous site must be Kuler.com: maintained by the giant Adobe, it integrates the ability to handle chromatic scales in a dynamic manner while allowing the user to customise several parameters, modes of chromatic scales and even the ability to extract a colour scheme from a photo (already online or uploaded). All, of course, topped off with a social function where anyone can vote for the chromatic scale they prefer, creating a very interesting ranking list. A tool designed for those who already use the large range of Adobe products.

 

Similar to Kuler, although less known, is the site colourlovers.com. Compared to Adobe’s site here the user has more tools to play with, which makes colourlovers very useful. The thematic areas are much more developed. One can look for the palette they prefer on the basis of themes, emotions, and subjects. Not less interesting is the possibility to combine one’s palette with a large number of predefined or customizable patterns through the Seamless Studio program.

 

 

 

 

Slightly changing direction from graphic design, another very interesting tool that can be used on many websites is Color Search Engine. The search engines is based on an algorithm similar to that used by the most popular search engines, but rather than seaching for MetaTags and Keywords, its spiders look for rgb codes contained within the images on the internet.

 

 

 

 

The best website out there is without doubt TinyEye Lab, whose search engine, a Multicolor Search Engine, allows the user to look for different colours within the same image and determine its percentage. Limitations of this instrument, for now, are the finite number of photos where the search can be done (e.g. TinyEye Labs searches only though Flickr albums) and the fact that one cannot cross reference the searched colour with content.

 

Despite evident limitations, these new tools are proving to be very successful even among the non-professionals. Meanwhile, mother Google seems uninterested to strengthen this search aspect or to implement similar tools, focusing solely on the more commercial activities related to the most popular search engine in the world.

 

 

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VERSIONE ITALIANA

 

Era il 1922 e, in una aula del Bauhaus a Weimar, Paul Klee istruiva i suoi studenti sulla natura del colore:

 

"Quanto mai grandi sono le differenze tra il rosso e un colore che non ne contiene affatto! Non mi interessa ora chiedere cosa sia il rosso: chiedo piuttosto cosa non comprende. I colori non suonano a una voce ... ma in una sorta di accordo a tre voci".

L'interesse e le considerazioni dell'artista svizzero, all'inizio del secolo scorso, sul colore sono estremamente attuali, in particolar modo  per quanto riguarda la natura empirica del colore. 

 

Oggi la ricerca ci spiega infatti che nel processo di percezione del colore da parte dell'occhio, i fotoni  (particelle vettori della luce)raggiungono gli organi fotorecettori presenti sulla retina, i quali a seguito di questo stimolo generano proprio 3 segnali nervosi (questo processo si chiama trasduzione) che sono dei segnali elettrici in modulazione di ampiezza. Le risultanti delle diverse intensità di questi tre segnali vengono tradotte dal cervello nelle infinte variazioni di colore.

 

Ma altrettanto significativo è il pensiero di Klee sulla natura emotiva del colore; probabilmente influenzato dalla sua formazione musicale (era figlio di musicisti e lui stesso un violinista di alto livello) definiva un singolo colore come un accordo e líinsieme di colori come un'armonia. Sul tema dell'armonia e degli accordi cromatici non si può non citare il contemporaneo e connazionale di Klee, Johannes Itten, considerato il primo teorico del colore.

 

Itten affermava infatti che "sono armoniche tutte le coppie di colori complementari e tutti quegli accordi a tre i cui componenti nel disco cromatico diviso in dodici parti, possano essere reciprocamente congiunti da un triangolo equilatero o isoscele, da un quadrato o da un rettangolo". A seconda della figura geometrica utilizzata per connettere i vari colori fra loro si possono ottenere accordi da 2 a pressochè infinite combinazioni.

 

La necessità per designer, progettisti, ma anche grafici, di saper gestire questi accordi alla ricerca della combinazione emotiva e percettiva più adeguata al loro concept, è sempre stata focale. Gli accordi cromatici non sono un vincolo al progetto, ma permettono di creare infinite combinazioni di colori con qualità espressive sempre differenti.

 

L'innovazione anche in questo caso ci arriva dalla rete. Ed ecco che cominciano a nascere una serie di strumenti web che applicano i principi degli accordi cromatici di Klee e Itten integrandoli sia con i social network che con i softwares specifici utilizzati da chi fa progettazione a qualsiasi livello. Gli esempi sono molteplici, mi limiterò a riportare quello che ho trovato più interessanti per funzionalità, utilità e innovazione.

 

Il caso più celebre non può che essere Kuler.com: il sito gestito dal gigante Adobe, che integra al suo interno la capacità di gestire scale cromatiche in maniera dinamica, permettendo allíutente di personalizzare numerosi parametri, modalità di scale cromatiche, e persino la possibilità di estrarre un tema cromatico da una foto (uploadabile o già presente online). Il tutto ovviamente condito da una funzionalità social, dove chiunque può votare la scala cromatica che preferisce, creando un ranking molto interessante.uno strumento pensato per chi usa già la numerosa gamma di prodotti Adobe.

 

Simile a Kuler anche se meno conosciuto, è il sito colourlovers.com.  Rispetto al sito di Adobe qui l'utente ha alcuni strumenti in più, che rendono colourlovers molto utile. Le aree tematiche sono molto più sviluppate. Quindi posso cercare la palette che preferisco in base al temi, emozioni, argomenti. Non meno interessante la possibilità di unire la nostra palette con un cospicuo numero di patterns predefiniti o personalizzabili tramite il programma Seamless Studio.

 

Cambiando leggermente rotta dalla progettazione grafica, un altro strumento molto interessante, utilizzabile ormai su molti siti, èil Color Search Engine. Il motore di ricerca si basa su un algoritmo simile a quello usato dai più popolari motori di ricerca, ma invece che MetaTags e Keywords i suoi spider ricercano i codici rgb contenuti allíinterno delle immagini presenti su internet.

 

Il migliore in circolazione è senza alcun dubbio TinyEye Lab il cui motore di ricerca è un Multicolor Search Engine. Questo motore di ricerca da la possibilità quindi di cercare colori diversi allíinterno della stessa immagine, dando all'utente la facoltà di stabilire in che percentuale il colore ricercato deve essere presente nella foto. Limiti di questo tipo di strumenti, per ora, sono il finitonumero di foto su cui la ricerca può essere compiuta (ad esempio TinyEye Labs ricerca solo fra le immagini di Flickr), ed il fatto che non si possa incrociare il dato ricerca del colore con una ricerca di contenuti.

 

Nonostante limiti ancora evidenti questi nuovi strumenti stanno riscuotendo sempre un maggior successo, anche fra i non addetti i lavori. Nel frattempo  mamma Google sembra disinteressata a potenziare questo aspetto o ad implementare strumenti simili, concentrandosi ormai unicamente sugli aspetti più "commerciali" delle  attività collegate al motore di ricerca più famoso del mondo.