DIY: autoproduzione progettata da altri

May, 5 2014 10:00

Posted inMaster Design Management Sole24Ore

Il DIY, rappresenta una nuova forma di fai da te che mette l’utente in condizione di trasformare qualcosa che già possiede in qualcos’altro di nuovo e unico, autoprodotto ad un costo nettamente inferiore rispetto a ciò che si trova sul mercato; l’idea consiste quindi nel diffondere la filosofia dell’upcycling, mettendo a punto una strategia anti crisi e anti spreco.

 

Esistono differenti tipologie di DIY, tutti prescindono dalla progettazione del processo di produzione da parte di qualcuno, il quale poi decide di condividere la propria idea e di metterla a disposizione degli utenti, quasi sempre via internet.

Le possibilità di upcycling maggiormente diffuse attualmente sono quelle che consistono nel produrre oggetti materiali e concreti; chi cerca un’idea originale per creare gioielli, oggetti d’arredo o utensili non deve far altro che ricercare su internet. Bastano un paio di click per ritrovarsi immersi in una serie di tutorial, in forma di video o post, che danno indicazioni step by step per dare vita ad un progetto, per riciclare ciò che non si usa più, spendendo una modica cifra per acquistare particolari materiali o strumenti di supporto.

 

A questa tendenza si sta progressivamente affiancando quella di poter acquistare kit completi di tutto il necessario per l’autoproduzione seriale di oggetti, compresi tutorial e manuali di istruzione; è il caso, per esempio, di DIY Print Shop che produce e vende kit che permettono di stampare magliette e poster personalizzati, utilizzando la tecnica dello screen printing

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Il cliente ordina e riceve via posta una scatola contenente lo strumento di stampa, gli additivi chimici, guanti di protezione ed un dvd di istruzioni, e da quel momento è pronto per trasformare la propria idea creativa in qualcosa di tangibile e di autoprodotto, utile anche a dare vita ad un vero e proprio business personale.


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Per chi invece non fosse particolarmente affine ai lavori manuali, esiste la possibilità di autoprodurre conoscenze, grazie agli ormai diffusissimi corsi on line che trattano i più svariati argomenti, primo su tutti l’auto-learning di una lingua straniera. 

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Una geniale novità di questo settore è rappresentata da Chineasy, candidato al premio Design of the year 2014; si tratta di un innovativo metodo per imparare la lingua cinese attraverso un set di illustrazioni e di parole singole che possono essere combinate a formare altre parole o frasi. Anche in questo caso viene fornito un kit sotto forma di tutorial gratuiti e di un libro dalle illustrazioni semplici ed accattivanti, che fanno sembrare gli ideogrammi simboli facilmente comprensibili e memorizzabili.

 


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Rivolgendosi quindi ad un target molto ampio ed eterogeneo, il DIY ha tutte le carte in regola per imporsi come un trend di massa, facendo leva sulla voglia di condividere idee, di migliorare capacità manuali ed intellettuali e, perché no, di risparmiare. Come on, let’s learn!