BOB NOORDA: when Italian graphic design becomes an international alphabet

March, 6 2013 10:00

Posted inInner Ideas

It’s no news that Bob Noorda was one of the most famous Italian graphic designers in the world, and that Italian graphic design has set a foundation on the international scene; indeed, Triennale Design Museum has just ended their fifth exhibition dedicated to this topic, called TD5. 

 

 TDM 5 Grafica Italiana  (author Pasquale Formisano Triennale di Milano - suorce Wikimedia Commons - License CC-SA 3.0) 


 

But Noorda wasn’t only a graphic designer, or just a communication designer. When one starts to design a communication system that can be used all around the world, one’s gift isn’t just the ability to communicate, it is also that of teaching a same language to different cultures, a common alphabet.

 

Logo Metropolitana di Milano (author Jason - source - Flicrk - license CC 2.0)  

 

 

When in 1964 he was awarded the Compasso d’Oro prize for the Metro signs in Milan, both Italy and the world were faced with an unprecedented personality. The study was not designed to identify and communicate better, because these are symbols and messages that passengers desperately look for when navigating in a crowd, and they are strategically placed where one would expect to see them, in a such a clear language that anyone who reads them is able to understand their meaning. 

 

 

 Studio segnaletica Metropolitana di Milano (Bob Noorda 1963)


 

For this reason, illustrations such as the emergency exit sign, a man on a green background that runs towards a white door, have become universal. Also, the choice of placing the name of a station 5 meters above the ground so that it can be viewed by the people sitting on the underground, has been picked up by many subway systems in the world, first of all Montreal, but also New York and Sao Paulo.

 

 


 

VERSIONE ITALIANA

 

Che Bob Noorda sia uno dei grafici italiani più famosi al mondo non è una novità, e non è una novità nemmeno che la grafica italiana abbia insegnato molto a livello internazionale; si è appena conclusa infatti in Triennale un'intera mostra dedicata ad essa: la quinta edizione del Triennale Design Museum. Ma Noorda non era solo un grafico, non era solo un designer della comunicazione,  quando arrivi a progettare un sistema di comunicazione valido per tutto il mondo il tuo dono non è solo quello di saper comunicare, ma è anche quello di insegnare a culture completamente diverse fra loro quanto siano fondamentalmente vicine, capaci di parlare tutte una stessa lingua, uno stesso alfabeto.

Quando nel 1964 gli venne assegnato il premio Compasso d'Oro per la segnaletica della Metropolitana di Milano, l'Italia e il mondo erano di fronte a una mente comunicativa senza precedenti. Lo studio non era solo puramente identificativo e comunicativo, perché i simboli, quei messaggi che il passeggero cerca disperatamente in mezzo alla folla per orientarsi, sono proprio dove li si cerca istintivamente, e chiari come fossero parole scritte nella stessa lingua di colui che li legge.

Per questo illustrazioni come l'uscita di sicurezza, il classico omino su sfondo verde che si dirige verso la porta bianca sono diventati universali, per questo la scelta di mettere il nome della stazione ogni cinque metri ad un'altezza studiata appositamente per essere vista dai passeggeri ancora seduti nel metrò è stata ripresa da tantissime metropolitane del mondo, prima fra tutti quella di Montréal ma anche New York e San Paolo.